Sommario
- Merida ha costruito biciclette per altre aziende per sedici anni prima di mettere il proprio nome su un telaio, nel 1988.
- Un acronimo del 1995 è ancora a catalogo: MATTS, cioè Merida Aluminium Tig-welding Technology System.
- Atene 2004 è stata la svolta: oro su un hardtail in magnesio, argento sul nuovo telaio CarbonFLX, e da lì in avanti il carbonio ha preso il sopravvento.
- La Scultura è la bici da corsa leggera della gamma. L'attuale telaio CF5 V ha un peso dichiarato di 822 g in taglia M.
- Matej Mohorič ha vinto la Milano-Sanremo 2022 su una Scultura e non sulla Reacto aero, perché il suo reggisella tondo accettava un telescopico.
Sedici anni senza un nome
Merida racconta le proprie origini sulla pagina di storia del sito. Il fondatore Ike Tseng era negli Stati Uniti come ingegnere per un'azienda di scooter quando vide un cartello in un negozio di biciclette. Diceva che il negozio non riparava biciclette taiwanesi di scarsa qualità.
Aprì una fabbrica a Yuanlin, Changhua, nel settembre 1972, organizzata sul modello dello stabilimento Raleigh di Nottingham, perché Merida costruiva biciclette Raleigh per il Nord America. Dal 1974 arrivarono le BMX e le bici da corsa a dieci rapporti, dai primi anni Ottanta le mountain bike. Per sedici anni tutto questo portò i marchi di altri, e il badge Merida finì su un telaio solo nel 1988.
MATTS, magnesio, carbonio
Nel 1995 Merida perfezionò la saldatura tig dell'alluminio e diede il nome del processo a una piattaforma da mountain bike: MATTS, cioè Merida Aluminium Tig-welding Technology System. È ancora a catalogo tre decenni dopo. Lo stesso anno arrivò la prima pedelec del marchio.
Nel 1998 seguirono i telai in magnesio, difficili da lavorare e molto leggeri, cosa che faceva comodo ai corridori. Alle Olimpiadi di Atene 2004 Gunn-Rita Dahle Flesjå vinse l'oro nel cross country su un hardtail in magnesio e José Antonio Hermida conquistò l'argento sul nuovo telaio CarbonFLX. Merida indica quel giorno, nella propria storia, come la fine del magnesio e l'inizio del carbonio.
Ninety-Six, One-Sixty, eOne-Sixty
È la gamma mountain bike ad aver dato a Merida i volumi e la logica dei nomi. La piattaforma da cross country Ninety-Six è arrivata nel 2008 ed è ancora la bici da gara XC. One-Twenty, One-Forty e One-Sixty prendono il nome dall'escursione posteriore in millimetri, il che rende un annuncio dell'usato facile da leggere. Il modello che ha cambiato la statura del marchio è la eOne-Sixty del 2016, che Merida definisce la bici più premiata della sua storia.
La Reacto e gli anni del WorldTour
Su strada Merida è arrivata tardi. Ha affiancato il proprio nome alla Lampre-Merida dal 2013 e nel 2014 il campione del mondo in carica Rui Costa ha corso la sua stagione iridata su una Reacto Evo, dopo aver vinto il titolo l'anno prima con un'altra squadra.
La Reacto è la metà aero della gamma strada ed è quella con i risultati più pesanti. Vincenzo Nibali ha vinto il Lombardia 2017 e la Milano-Sanremo 2018 su una Reacto, e nel 2021 Sonny Colbrelli ha vinto la Parigi-Roubaix su una Reacto con gomme da 32 mm. Il materiale delle squadre prima o poi arriva sul mercato dell'usato, ed è quello che trovi nella nostra collezione bici da team WorldTour.
La Scultura
La Scultura è l'altra metà della gamma strada: quella leggera, costruita per salire e per filtrare. Esiste almeno dalla Scultura EVO del 2010, e la Scultura SL Team era la bici con cui correva la Lampre-Merida nel 2013.
Il suo giorno più noto è un giorno strano. Alla Milano-Sanremo 2022 Matej Mohorič ha attaccato in discesa dal Poggio con un reggisella telescopico. Per montare un telescopico tondo standard ha lasciato la sua solita Reacto, che ha il reggisella aero, e ha corso con la Scultura. Cyclingnews ha poi riferito che aveva montato anche un disco anteriore da 180 mm con adattatori, sopra i 160 mm per cui il telaio è omologato. Una bici da scalatori ha vinto il Monumento dei velocisti.
Il telaio attuale è la quinta generazione, il CF5 V, lanciato per il model year 2022. Merida dichiara 822 g per un telaio taglia M e 389 g per la forcella, 38 g in meno rispetto al CF4. Il passaggio gomme è salito a 30 mm, il collarino reggisella è nascosto e i foderi alti attaccano più in basso sul tubo sella. Prima del lancio aveva già vinto due tappe al Critérium du Dauphiné 2021 con Mark Padun e la nona tappa della Vuelta a España con Damiano Caruso.
I dati di galleria del vento di Merida indicano una resistenza a 45 km/h di 224,5 W per la Scultura V contro 234,5 W per la Scultura IV. Le due prove usavano ruote diverse, 45 mm contro 40 mm. Le posizioni dei punti di appoggio coincidono con quelle della Reacto in ogni taglia, così i corridori possono scambiarsi le bici senza cambiare assetto.
La gamma 2026
La gamma poggia su due telai in carbonio più un modello in alluminio. I pesi qui sotto sono quelli dichiarati da Merida sulle pagine di gamma 2026.
| Modello | Telaio | Gruppo | Peso dichiarato |
|---|---|---|---|
| Scultura 10K | CF5 V | SRAM Red AXS 2x12 | 6,7 kg |
| Scultura Team | CF5 V | Shimano Dura-Ace Di2 2x12 | 6,8 kg |
| Scultura 9000 | CF5 V | Shimano Ultegra Di2 2x12 | 7,1 kg |
| Scultura 8000 | CF3 V | Shimano Ultegra Di2 2x12 | 7,6 kg |
| Scultura 6000 | CF3 V | Shimano 105 Di2 2x12 | 8,2 kg |
| Scultura 5000 | CF3 V | Shimano 105 Di2 2x12 | 8,6 kg |
| Scultura 4000 | CF3 V | Shimano 105 2x12 | 8,5 kg |
| Scultura Rim 100 | Scultura Lite alluminio | Shimano CUES | 9,6 kg |
Merida indica la 4000 come più leggera della 5000 senza spiegare perché, quindi la riportiamo così com'è pubblicata. Le taglie vanno dalla 3XS alla XL a seconda del modello, una forbice più ampia di quella che offrono quasi tutti i marchi su un telaio da corsa. Il nostro approfondimento sui gruppi spiega cosa cambia passando da 105 Di2 a Ultegra Di2.
La Merida Scultura su Bikeroom
La collezione Merida Scultura raccoglie in un posto solo tutte le Scultura presenti sul marketplace, ed è abbastanza ampia da valere una scorsa invece di una ricerca. Mentre scriviamo, il 25 settembre 2026, contiene 65 bici che vanno dal model year 2010 al 2026, da 990 a 10.200 euro, con una mediana di 3.199 euro. C'è tutta la scala: 10K, 9000, 8000, 7000, 6000, 5000 e 4000, più alcune Scultura Endurance, tre eScultura e tre annunci a freni a pattino del 2020. Circa sei su dieci sono bici del 2023 o del 2024, la parte della curva in cui una Scultura ha già assorbito la svalutazione ma monta ancora l'attuale generazione CF5 o CF3. Fra i venditori ci sono la rete di concessionari italiani Merida e i partner del marketplace, quindi lo stesso modello compare spesso a prezzi e condizioni diverse, e la taglia che ti serve conta più del nome sul telaio. La collezione Merida più ampia aggiunge la Reacto, le mountain bike e le e-bike. Entrambe stanno dentro la nostra categoria bici da corsa e, per il materiale più datato, dentro bici da corsa pre-owned.
Tre bici, un nome solo
Il nome genera confusione sul mercato dell'usato.
- Scultura. La bici da corsa di cui sopra. Posizione aggressiva, passaggio gomme da 30 mm, carbonio CF5 o CF3.
- Scultura Endurance. Una piattaforma a sé dal luglio 2020: stack più alto, gomme più larghe, posizione più tranquilla. È ancora in gamma nel 2026, dalla 200 alla 8000.
- eScultura. Una bici da strada con il motore, venduta accanto alla gamma e non come una sua versione.
Una Scultura Endurance 6000 non è una Scultura 6000 che costa meno. È un'altra bici, con un'altra geometria.
Cosa controllare su una Scultura di seconda mano
Prima la generazione. Il telaio CF4 pesa circa 860 g e ha un attacco sella dal disegno più affollato. Il CF5 V ha il collarino nascosto, i foderi alti ribassati e, sugli allestimenti alti, il manubrio integrato Team SL 1P.
Poi i freni: le Scultura a pattino si trovano in quantità e costano poco, ma sono telai anteriori al 2021, con meno passaggio gomme e una disponibilità di ricambi che si assottiglia. Sul manubrio integrato, cambiare larghezza o lunghezza dell'attacco significa comprare un altro manubrio, quindi la posizione va verificata prima. Merida usa le lettere e non i centimetri per le taglie, e la guida alle taglie Merida MTB mostra come il marchio etichetta i telai.
Sui numeri di Merida la Reacto è la bici più veloce in galleria del vento e la Scultura è quella più leggera e più confortevole. Con ruote da 60 mm Merida colloca la Scultura V entro una decina di watt dalla Reacto a 45 km/h, quindi per la maggior parte dei ciclisti la scelta riguarda la posizione e il terreno.
Se stai valutando una Scultura 8000 del 2023 contro una Scultura 6000 del 2026 e non riesci a capire quale sia adatta al tuo modo di pedalare, parla con il nostro concierge prima di decidere.
Fonti: Merida, 50 Years of Merida; Merida, pagine di gamma e modello Scultura; BikeRadar, lancio Scultura V Team, 2021; BikeRadar, Ninety-Six, 2021; Cyclingnews, Patrick Fletcher, 24 marzo 2022; road.cc, le bici che hanno vinto la Parigi-Roubaix, 2021; Wikipedia, Merida Bikes.
