Per la prima volta nella sua storia, il Tour de France 2026 parte da Barcellona. Il Grand Départ si sposta in Catalogna, con tappe di apertura attraverso una delle grandi città del ciclismo europeo, prima che la corsa raggiunga i Pirenei e poi Parigi. Ecco tutto quello che vale la pena sapere prima del primo pedale.
Il Grand Départ 2026: Barcellona, Spagna
Il Grand Départ 2026 si terrà a Barcellona, in Catalogna, prima volta in assoluto che il Tour prende il via dalla Spagna. ASO ha presentato il percorso completo a Parigi nell'ottobre 2025. Le prime tappe dovrebbero includere la salita di Montjuïc e una cronometro a squadre nell'area di Barcellona, prima che il gruppo si diriga verso i Pirenei ed entri in Francia. La tappa finale arriva a Parigi, con la Côte de la Butte Montmartre, introdotta nel 2025, attesa di nuovo in programma prima dello sprint tradizionale sugli Champs-Élysées.
Il percorso è stato concepito per offrire ai tifosi spagnoli un Grand Départ che non avevano mai visto, preservando al tempo stesso il carattere montagnoso della corsa. Le salite catalane poseranno le prime basi della battaglia per la classifica generale, prima che Alpi e cronometro risultino decisivi.
La storia delle partenze estere del Tour de France
Il Tour ha lasciato la Francia in diverse occasioni, con partenze più o meno memorabili.
Londra ha ospitato la corsa nel 2007. Il prologo, una cronometro individuale di 7,9 km, fu vinto da Fabian Cancellara nel cuore della capitale britannica, e il gruppo completò una tappa verso Canterbury il giorno seguente prima di attraversare la Manica. Mark Cavendish disputò lì il suo primo Tour.
Dublino 1998 fu caotica fin dall'inizio. Chris Boardman vinse il prologo ma cadde nella tappa 1. Tom Steels si impose allo sprint a Dublino. Quell'edizione divenne quella del caso Festina, una delle più turbolente nella storia della corsa.
Utrecht 2015 fu ben organizzata e molto seguita. La cronometro d'apertura di 13,8 km fu vinta da Rohan Dennis, non da Cancellara come alcune fonti riportano erroneamente. Cancellara prese la maglia gialla dopo la tappa 2.
Bruxelles 2019 segnò i 50 anni dalla prima vittoria di Eddy Merckx al Tour. La tappa 1 fu vinta da Mike Teunissen allo sprint ridotto dopo una caduta tardiva, prima maglia gialla olandese dal 1989. La tappa 2 fu una cronometro a squadre vinta dalla Jumbo-Visma.
Copenaghen 2022 rimane la partenza moderna geograficamente più insolita. Il gruppo si trovava a 1.500 km da Parigi. Tre tappe furono corse in Scandinavia, tra cui una cronometro individuale di 13,2 km vinta a sorpresa da Yves Lampaert davanti a Van Aert e Pogačar, prima che la corsa rientrasse in aereo in Francia.
Lo Yorkshire 2014 radunnò alcune delle folle più grandi mai viste al Tour. La tappa 1 (Leeds-Harrogate) fu vinta da Marcel Kittel. La tappa 2 (York-Sheffield) andò a Vincenzo Nibali, che indossò la maglia gialla quel giorno.
Perché la prima settimana cambia tutto
Dal punto di vista sportivo, la prima settimana di ogni Tour ridisegna la classifica generale prima che sia scalata una sola montagna. Cadute e ventagli cambiano le sorti della corsa fin dall'inizio, come scoprì Roglič nel 2021 quando abbandonò dopo una caduta. La prima settimana a Barcellona e sui Pirenei non farà eccezione.
Ogni squadra arriva al Grand Départ con bici costruite per le esigenze specifiche di quella prima settimana: telai aerodinamici per le pianure catalane e la cronometro, build leggere per le tappe pirenaiche. Dopo la corsa, alcune di quelle macchine raggiungono il mercato secondario. Su Bikeroom trovi bici World Tour verificate da squadre professionistiche, disponibili quando si presentano, build da gara e edizioni squadra, autenticate e pronte da usare.
