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Biciclette Aero, Endurance e Superleggere: ecco spiegata la differenza!

Le biciclette da strada si dividono in tre diverse categorie in base a determinate condizioni: le superleggere adatte per le scalate, le aereodinamiche ideali ad alte velocità e le endurance per il comfort. Ma non è solo questo, c’è molto di più dietro!

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Le biciclette stanno diventando estremamente specializzate, ogni casa produttrice ad oggi possiede almeno una bicicletta diversa per ogni tipologia di terreno e profilo. Non esistono più le biciclette che vanno bene per qualsiasi scopo, anzi, le biciclette da strada, oggi, si dividono in tre diverse categorie in base a determinate condizioni: le superleggere adatte per scalare le montagne più dure, le aereodinamiche ideali ad alte velocità, e le endurance per avere un maggiore comfort. Ma non è solo questo, c’è molto di più dietro!

Abbiamo provato a semplificare, in questo articolo, tutte le complessità del mondo delle bici da strada, per aiutarvi a muovervi meglio. 

Biciclette aereodinamiche

Terreno: Percorsi tendenzialmente pianeggianti su cui fare alte velocità. 
Caratteristiche: Geometria del telaio più aggressiva, profilo aereodinamico, ruote ad alto profilo.
Svantaggi: Il comfort viene sacrificato per la velocità, peso, difficoltà di guida con vento laterale.

Geometria aggressiva 

La priorità nel produrre biciclette aereodinamiche è ridurre la resistenza aereodinamica per essere il più “scivolosi” possibile. L’85% della resistenza è data dal corpo dello stesso corridore, per questo ha senso ridurre il più possibile il profilo frontale. Il tubo di sterzo delle aero bikes, quindi, è molto corto per creare un profilo frontale più basso e che incontri, così, meno resistenza. Come regola generale un tubo di sterzo nelle aero deve essere sotto i 140mm, al contrario di una bicicletta endurance che dovrebbe essere sopra i 160mm. 

Insieme al tubo di sterzo corto, le aero bike hanno un “reach” del telaio maggiore rispetto alle endurance. Il “reach” è una particolare misura orizzontale che va dal centro del movimento centrale fino al tubo di sterzo. Una misura “reach” elevata e un tubo di sterzo corto fanno si che il ciclista sarà maggiormente “allungato” sul telaio in modo da ridurne l’attrito con l’aria.

È importante illustrare la differenza tra il “reach” di un telaio e il “reach” del ciclista. Quest’ultimo si misura dall’estremità della sella fino al centro del manubrio. Al contrario del “reach” del telaio, quello del corridore può essere modificata con un attacco manubrio più lungo o con una posizione della sella diversa. Modificare il “reach” del ciclista può rendere la sua posizione su una bicicletta endurance più simile alla posizione assunta su una aero e viceversa. Ovviamente, però, ci sono dei limiti; più si modifica una posizione, allontanandosi da quella originale, e più ci si allontana dalle caratteristiche della bici stessa. Inoltre, modificare troppo la posizione di un ciclista potrebbe portare a problemi di natura muscolo-scheletrica. Bisogna prestare attenzione.

Avere un telaio così aggressivo, d’altro canto, può portare ad alcune difficoltà. Molti ciclisti non hanno la flessibilità necessaria per raggiungere la posizione aerodinamica di una aero bike o per rimanere in posizione per periodi di tempo prolungati. I benefici di una aero, dalla posizione più bassa e rannicchiata, vengono a mancare se non si riesce a mantenere la posizione ideale. Sforzarsi per tenere tale posizione, a volte, potrebbe poi portare a problemi fisici, ad esempio, sulla colonna vertebrale. La posizione aereodinamica mette a dura prova la cervicale di un ciclista.

Aerodinamica

I tubi delle biciclette aero si spingono ai limiti delle regole UCI rispetto a un profilo 3:1; ciò vuol dire che ogni centimetro di profondità può corrispondere solo a 3 centimetri di lunghezza. L’obiettivo di un profilo aero è di minimizzare la resistenza aereodinamica ed essere il più possibile “fluidi” nel vento. Per fare ciò, questi tubi del telaio sono lunghi, spessi e affusolati. 

La forma complessiva di un telaio aero è spigolosa e aggressiva. Il tubo orizzontale è generalmente dritto, al contrario delle superleggere e delle endurance che hanno il tubo orizzontale inclinato (sloping). Con un tubo dritto si ottiene una distanza minore tra il tubo della sella e il sellino stesso, garantendo così maggiore rigidità alla bicicletta. In questo modo si riduce, inoltre, il profilo frontale della bicicletta. Endurance e superleggere spesso hanno tubi della sella molto lunghi per permettere maggiore flessibilità e per maggiore comfort.

Il materiale in più, necessario per i telai aero e i loro tubi, aggiunge peso alla bicicletta. Come conseguenza le aero sono più pesanti delle superleggere anche se hanno più o meno la stessa geometria e specifiche tecniche.

I componenti delle aereodinamiche vengono ovviamente integrati nel telaio. Spesso può risultare difficile individuare i freni di una aero perché sono nascosti. Molte biciclette di questo tipo hanno il freno posteriore nascosto al vento sotto al movimento centrale. È raro vedere cavi nelle biciclette aero visto che sono spesso nascosti nel telaio. Recentemente la combinazione di attacchi e tubi senza saldature sono diventati più comuni, non solo per migliorare l’aerodinamica della bicicletta, ma anche aumentare la rigidità della bici stessa. 

A completare il puzzle dell’aereodinamica sono le ruote ad alto profilo. Le biciclette aerodinamiche saranno sempre equipaggiate con ruote a profilo alto per ridurre la resistenza al vento e migliorare, ulteriormente, l’aerodinamica. Normalmente queste ruote sono alte almeno 40 mm, alcune volte anche 80mm. Peso aggiuntivo e difficoltà di guida con condizione di vento forte e laterale rappresentano il lato negativo della medaglia.

Rapporti più duri

Non è una caratteristica universale di ogni bicicletta aero, ma è più comune qui che su altre tipologie di bici. Sono telai costruiti per andare veloce, per questo appare comprensibile che i rapporti siano meno agili. 

Tradizionalmente le biciclette da strada sono equipaggiate con una guarnitura standard 53/39. Molte biciclette si stanno evolvendo per supportare una guarnitura mid-compact da 52/36. Ovviamente, più leggero, agile il rapporto (piccolo in termini di sviluppo metrico) più la marcia è facile da pedalare; il che è perfetto per velocità ridotte in salite. Siccome le aero non sono progettate per nessuno di questi due scopi, spesso, hanno una guarnitura tradizionale 53/39 per fornire alte velocità in pianura. Il rapporto posteriore della cassetta combacia con la necessità di velocità. Viene, infatti, spesso montata una cassetta 11-25 per permettere una cambiata più fluida.

Biciclette Superleggere 

Terreno: Soprattutto percorsi in cui sono presenti diverse salite. Si adattano un po’ a tutto però.
Caratteristiche: Leggerezza e versatilità.
Svantaggi: Si posiziona nel mezzo tra la velocità di una bicicletta aereodinamica e il comfort di una endurance. 

Leggerezza

Come il nome suggerisce, raggiungere il minor peso possibile è l’obiettivo di una bicicletta superleggera. Le biciclette superleggere possono arrivare a pesare anche meno di 7 kg complete. Il regolamento UCI impone che i professionisti non usino biciclette sotto i 6,8 kg. È una regola che forse andrebbe aggiornata, se si pensa che i telai in carbonio che vengono prodotti oggi possono pesare anche molto meno di 700 grammi. Fu introdotta nel 2000 per evitare che ci si concentrasse troppo sul peso a discapito della sicurezza dei corridori. Le biciclette vendute al pubblico, tuttavia, non sono soggette a questi limiti e oggi arrivano a pesare anche meno pur rimanendo molto sicure.

Versatilità

Le superleggere si posizionano nel mezzo tra le caratteristiche di una vera aero e una endurance, facendo sì che siano la scelta di molti corridori professionisti che puntano alla classifica generale in un grande giro a tappe. Non sono comode come le endurance, ma sicuramente lo sono rispetto alle aereodinamiche. Così come non sono rigide come una aero, ma sono più rigide di una endurance. Il peso ridotto rende questo tipo di biciclette più agili da maneggiare rispetto ad una aero. Se si vuole raggiungere la leggerezza più estrema è necessario montare i freni tradizionali, tuttavia, ormai troviamo i freni a disco anche sulle biciclette superleggere.

I tubi di una superleggera sono il più possibile sottili senza però compromettere esageratamente la robustezza e la rigidità. Le superleggere, infatti, cercano sempre di bilanciare questi due fattori. I tubi più sottili riducono il peso e permettono una leggera flessibilità che riduce le vibrazioni rendendo la pedalata più confortevole. Per trovare il giusto equilibrio tra rigidità e peso si utilizzano diversi tipi di carbonio e in alcuni punti stratificandolo. Una superleggera potrebbe non essere rigida come una aero, ma nel rapporto con il peso si comporta molto meglio. I profili di una aero sono più spessi e la rendono per questo estremamente resistente, ma quel materiale extra, insieme ad altre caratteristiche la rendono pesante. Le ultraleggere offrono, invece, una resistenza similare ma tagliando via molto di quel peso in più. 

Geometria

La geometria di una superleggera tende a variare in base al produttore e alla sua linea di prodotti. Ogni casa costruttrice, infatti, si dedica principalmente ad un tipo di bicicletta da strada tra quelle che stiamo elencando. Alcuni marchi potrebbero dare alle loro biciclette, di qualsiasi tipo esse siano, un taglio più aggressivo perché magari possiedono una linea di endurance molto meno spigolosa come alternativa. Allo stesso modo un produttore potrebbe scegliere di produrre biciclette più comode anche quando superleggere, perché non possiedono modelli di gamma elevata. Come già menzionato, le ultraleggere sono l’attuale scelta per chi fa tutti i tipi di percorso anche giornalmente. È anche per questo motivo che la geometria può variare un po’.

Biciclette endurance

Terreno: Salita, pianura, discesa, non importa. Quello che conta è la comodità.
Caratteristiche: Comfort, durevolezza, posizione di guida verticale.
Svantaggi: Peso, poca maneggevolezza.

Stabilità e comfort

Lo scopo di una endurance è essere confortevole, robusta e durevole. Sono state create principalmente per affrontare le classiche del Nord in pavé come la Parigi-Roubaix o il Giro delle Fiandre. Queste corse, come sapranno bene i più appassionati, richiedono di andare ad alte velocità anche sulle strade più sconnesse. Per cercare di ridurre lo stress a cui i corridori sono sottoposti con la continua vibrazione, furono create le endurance. Sono biciclette in grado di assorbire meglio le vibrazioni del terreno e montare copertoni più larghi. Utilizzare ruote più large ha molti vantaggi, motivo per cui c’è stato un progressivo cambiamento di pensiero in questa direzione. Ruote più larghe permettono di gonfiare le gomme a una pressione minore rispetto alle ruote più strette, riducendo così le vibrazioni date dal terreno e permettendo una guida più agevole. Inoltre, riducono anche la resistenza alla rotazione e creando inerzia con il loro peso maggiore, una sorta di effetto volano. La maggior parte delle biciclette endurance ha una gomma standard da 28mm, in alcuni casi anche di più. 

Geometria del telaio 

In netto contrasto con le biciclette aerodinamiche, le endurance fanno sì che il corridore sia in una posizione più verticale alla guida. Il tubo di sterzo e il passo sono più lunghi, la misura di “reach” è ridotta e la misura di “stack” è incrementata. 

Questa combinazione di fattori permette di assumere una posizione meno aggressiva e più comoda alla guida, senza sforzare la schiena, le spalle, il collo e i tendini. La posizione, ovviamente, richiede minore flessibilità, il che è un bene, visto che la maggior parte di noi fa difficoltà anche a toccarsi le dita dei piedi. Il profilo anteriore è più largo e ciò fa sì che vada incontro a più vento e maggiore resistenza, ma il comfort che si prova può rendere la pedalata più agevole, il corridore più forte, e, quindi, raggiungere ugualmente la stessa velocità rispetto a una situazione più aerodinamica ma scomoda. In combinazione con le ruote più larghe, il passo più lungo rende la bicicletta più stabile. Un altro elemento che aumenta la stabilità della bici è il manubrio più largo; in genere da 44cm o 46cm, rispetto ai 40-42cm delle aerodinamiche e superleggere. All’aumentare della grandezza del telaio aumenta anche la dimensione del manubrio, perché si suppone che chi la guida sia più “grande”. A prescindere dalla dimensione del telaio, ci si può comunque aspettare che il manubrio di una endurance sia di media 2 cm più largo rispetto a qualsiasi altra taglia delle sue due concorrenti. Anche l’angolo del tubo di sterzo di una endurance è studiato per rendere la sensazione di guida più rilassata. 

Guida su lunghe distanze

Come abbiamo già detto, le endurance sono costruite per chi pedala per molti km. Abbiamo parlato della geometria del telaio più confortevole, ma ci sono altre caratteristiche che permettono al ciclista di pedalare a lungo con qualsiasi condizione metereologica. Le endurance quasi sempre sono allestite con una guarnitura compact ed un ampio pacco pignoni. Questo assetto rende facile la pedalata e garantisce l’agilità sufficiente a superare salite ripide anche con le gambe stanche. Il pacco pignoni è tipicamente 11-28 o 11-32, e, quando è accoppiato a una guarnitura compact 50/34, è sufficiente per adattarsi a qualsiasi tipo di ciclista. 

L’utilizzo di freni a disco è una caratteristica popolare tra le biciclette endurance; sono state le prime ad adottare i freni a disco e poi con il tempo questa tecnologia è arrivata anche alle superleggere e alle aero. Il tipo di guida di chi utilizza una endurance fa sì che il freno a disco sia la scelta migliore. I freni a disco superano in performance i freni tradizionali in ogni condizione, offrono una maggiore potenza frenante e richiedono minore forza per azionarli. I freni a disco, inoltre, permettono di montare pneumatici più larghi in quanto i produttori non devono montare le pinze dei freni.

Quale scegliere?

Se state lanciando una moneta per decidere quale di queste biciclette è più adatta a voi, e non siete dei corridori, il comfort e la durevolezza dovrebbero essere una priorità. La geometria dei telai più rilassata e la natura più robusta delle endurance dovrebbero trovarsi ai primi posti delle classifiche personali di molte persone. Se, invece, state pensando di correre, le due facce della medaglia dovrebbero indicare solo aerodinamiche e ultraleggere. Se le sfide in salita sono quelle che preferite, allora l’ultraleggera è sicuramente la vostra scelta. Per coloro che, invece, amano andare veloci in circuito o su un segmento di Strava in pianura, ad esempio, la scelta più adatta dovrebbe essere una bici da corsa aerodinamica. Ma l’opzione migliore di tutte? Possederne una per ogni modello ovviamente!

Tag
  • Bici da Corsa
  • Strada
Redazione Bike-room

Novembre 18 2020 • Bici da Corsa , Strada

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